Casalinga in ginocchio su velluto rosa antico
Telecamera fissa a destra della finestra socchiusa cattura ogni movimento mentre lei si inginocchia sul tappeto di velluto rosa antico. Persiane di legno scrostate lasciano entrare lame oblique di sole romano nel tardo pomeriggio. La casalinga ha i capelli scuri sciolti fino alle spalle e indossa un perizoma in pizzo macramé nero abbinato a calze autoreggenti color carne opaco settanta denari. Il telecomando della TV giace abbandonato su un cuscino di seta verde bottiglia accanto al letto sfatto con lenzuola Bassetti spaiate. Macchiate. All'inguine da sudore vecchio e lubrificante a base d'acqua trasparente. Lei sceglie il ritmo e abbassa la testa senza fretta verso il cazzo eretto che sporge dalla mutanda boxer grigia aperta. Le sue labbra si aprono intorno alla punta gonfia mentre le dita afferrano salde le cosce dell'uomo seduto immobile sul bordo materasso sfondato dal centro consumato dal parquet chiaro sotto i piedi scalzi di entrambi. Un lavalier nascosto sotto il reggiseno cattura ogni ansimo umido dei suoi succhiamenti profondi lungo tutta la lunghezza pulsante. Diffusione 1/4 sul primo piano evidenzia le vene bluastre sulla superficie tesa mentre lui getta la testa all'indietro contro la parete imbiancata male due giorni prima delle riprese vere e proprie fatte in casa con cinepresa Canon C300 montata su treppiede pieghevole vicino alla libreria vuota piena solo di polvere e una moka stretta ancora calda sul fornello acceso nell'altra stanza dove nessuno entra mai durante le scene chiave girate al secondo piano senza ascensore né citofono funzionante. Sudore sulla fronte, tremori nelle braccia, occhi chiusi quando ingolla fino in fondo. Lui sborra tra lingua e palato senza preavviso. Lei pulisce col dorso della mano sinistra sporca di smalto rosso scheggiato sull'anulare destro.