Vicina Casalinga Cavalcata Domestica Martedì Pomeriggio
Cucina con porta scorrevole aperta verso il salotto, ventilatore acceso a velocità due nell'angolo sinistro. Luce naturale filtrata da persiane di legno scrostate proietta strisce oblique sul pavimento in cotto toscano. La vicina entra scalza, indossa una vestaglia color salvia slacciata fino all'ombelico, sotto solo un perizoma nero e calze a rete color ruggine. I capelli raccolti con una matita infilata di traverso. Si siede sul bordo del divano in pelle scura dove lui l'aspetta sdraiato supino. Le ginocchia larghe appoggiano ai lati dei suoi fianchi mentre si abbassa lentamente sulla sua erezione già turgida. Calze 70 denari tirate su oltre metà coscia resistono allo sfregamento contro la stoffa ruvida del divano. Sudore forma aloni sotto le ascelle della vestaglia semi-aperta mentre comincia ad oscillare avanti e indietro con movimenti decisi ma controllati. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno cattura ogni ansito spezzato quando accelera improvvisamente la cavalcata facendo sbattere i glutei contro il suo bacino. Un bicchiere di acqua rimane mezzo pieno accanto alla moka stretta sul fornello spento da ore. Ogni affondo produce uno schiocco umido amplificato dal silenzio tra un respiro e l'altro. Lei sceglie il ritmo tenendo le mani appoggiate sul petto di lui come puntelli stabili per sollevarsi e ricadere con forza crescente finché non grida senza voce stringendo i denti mentre viene sulla punta del cazzo gonfio che pulsa dentro di lei prima dello spruzzo caldo che cola lungo l'interno coscia mescolandosi al lattice trasparente delle calze strappate nel finale ripreso da bassissima quota.