Vicina tettona nel salotto milanese con due uomini

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Salotto di appartamento milanese, pareti beige chiaro, pavimento in parquet scuro lucidato a specchio. Divano in pelle laccata nera al centro stanza sotto lampada a sospensione in ottone brunito. La bionda entra scalza con una tazza vuota in mano, occhiali da sole posati su un libro aperto vicino alla finestra socchiusa. Indossa un perizoma color tabacco. Calze. 70 denari tenute su da giarrettiere coordinata. Pelle dorata sotto luce naturale filtrata dalle persiane di legno scrostate. Un uomo le sfiora il collo mentre l'altro slaccia il bottone dei jeans arrotolati ai fianchi. Lei appoggia la tazza sul tavolino accanto agli occhiali da sole sopra un libro aperto a pagina trentadue - nessun titolo visibile sulla copertina macchiata di caffè vecchio di domenica mattina precedente. Il fonico chiede silenzio prima del battito delle anche contro lo schienale rigido del divano. Sudore tra le scapole nude sulla superficie fredda della pelle sintetica. Mani nei capelli biondi spenti dalla luce radente del mezzogiorno urbano. Primo piano ravvicinato con obiettivo 85mm aperto a f/2.8 che taglia fuori metà volto per concentrarsi sulla lingua che pulisce il capezzolo sinistro gonfio. Lei sceglie il ritmo muovendosi avanti, indietro tra i due corpi maschili distesi su lati opposti dello stesso spazio concavo. Orecchini a cerchio dorati oscillano ogni volta che gira la testa verso chi le tiene i polsi sopra la testa destra. Rumore umido delle labbra attorno al cazzo eretto mentre l'altro entra dentro con movimenti brevi ma profondi dall'alto del bacino inclinato verso nord-est rispetto all'asse longitudinale del sofà. Moka stretta sul fornello acceso in cucina adiacente, vapore che comincia a uscire dal beccuccio metallico senza rumore grazie all'inquadratura muta per alcuni secondi durante climax finale registrato senza musica né effetti artificiali. Tre ciak totali, preso tutto al secondo tentativo dopo breve pausa tecnica per sistemare microfono pinna sotto reggiseno nero mai messo ma solo simulato nell'intento scenografico originario.