Vicina bionda crema corna albergo estate
Io sento il calore della sua figa stretta che mi avvolge il cazzo mentre spingo forte dentro di lei. Sudore sulla fronte, respiro corto ma costante sotto la luce calda dell'abat-jour antracite. Il vinile è fermo sul giradischi da ore ormai nessuno lo tocca più solo vibrazioni leggere quando sbatto i fianchi contro il materasso sfondato del letto matrimoniale dell'albergo tre stelle fuori Fiumicino. I suoi orecchini a cerchio dorati oscillano ogni volta che scatta indietro la testa per prendere aria tra un gemito e l'altro soffocato nella gola. Non c'è bisogno di parlare lo sguardo dice tutto fin dal primo minuto appena ha varcato la soglia col costume ancora umido dopo la piscina del pomeriggio venerdì sera ora asciutto ma segnato dalle pieghe della borsa da spiaggia lasciata vicino alla porta scorrevole del terrazzino senza tende né privacy nessuno ci vede o forse sì non importa comunque va avanti senza esitazione io resto immobile mentre lei sceglie il ritmo decide quando accelerare rallentare fermarsi ripartire con movimenti circolari precisi che mi fanno perdere lucidità per secondi interminabili poi sento montare lo sborro profondo dentro di lei non trattengo nulla anzi spingo ancora più forte fino all'ultimo spasmo mentre lei china il busto in avanti appoggia le mani sudate sul mio petto ansimando piano occhi chiusi labbra semiaperte capelli incollati alle tempie tengo le mani sui suoi fianchi larghi ma non stringo lascio che sia lei a comandare ogni fase ogni respiro ogni contrazione della figa intorno al cazzo ormai vuoto dopo aver svuotato tutto dentro di noi due soli nel silenzio rotto solo dal frigo che parte, dalla vibrazione continua del giradischi bloccato su una traccia mai finita.