Puttana bionda in albergo con doccia. Creampie.
Mezzanotte passata, luce gialla filtra tra le tende semiaperte della stanza 312. Lei, bionda, con la vestaglia color tabacco slacciata, si siede sul bordo del letto. Lui entra dalla porta del bagno, ancora gocciolante dalla doccia, cazzo duro in mano. Lei lo prende in bocca senza esitare, succhia forte, guancia scavata, saliva che cola sul collo del cazzo. Il fonico chiede silenzio prima del battito. Tengono il gemito, stampato. Lo tira su, lo spinge giù sul materasso, gambe aperte, talloni sui fianchi. Penetrazione in piedi, spinte secche, pancia che sbatte contro di lei. Poi si gira, si mette a cavalcioni, schiena dritta, capezzoli al soffitto. Ogni discesa è un colpo secco, il bacino che scatta in avanti. Softbox a 45 gradi illumina il sudore tra i seni. Lei sceglie il ritmo, rallenta, poi affonda, urlando senza suono. Lui le afferra i fianchi, la sbatte verso il basso. Tre minuti di cavalcata continua, respiro corto, muscoli delle cosce tesi. Arriva il climax, lui la tira su, la gira, la penetra da dietro, affonda fino in fondo. Sborra dentro, forte, a fondo, fiotti caldi che riempiono. Rimane dentro, ansima sulla sua schiena. Lei scende lentamente, si accende una sigaretta, la appoggia sul posacenere di vetro pieno. Nessuna parola. Solo il ventilatore che gira.