Bionda albergo pompa marito cornuto domenica
Camera d'albergo al terzo piano vista cortile interno. Pareti beige chiaro con quadri astratti incorniciati in cromo. Letto matrimoniale sfatto, lenzuola di cotone liscio stropicciate ai piedi. Una vestaglia beige cipria giace abbandonata sulla poltrona di velluto bordeaux. Lei entra scalza, capelli biondi raccolti in uno chignon morbido tenuto da una forcina nera. Si siede sul bordo del materasso, gambe leggermente divaricate, mani appoggiate dietro al busto per sorreggersi. Lui rimane in piedi davanti a lei, pantaloni abbassati fino alle cosce, cazzo eretto e già lubrificato con saliva mista a gel trasparente a base d'acqua. Inizia il pompino lentamente, labbra che si aprono oltre lo scudo dei denti inferiori, lingua che scorre lungo il glande gonfio poi giù verso i coglioni pesanti e pelosi. Ogni tanto solleva lo sguardo verso l'obiettivo montato su treppiede fisso - cinepresa Sony FX6 con obiettivo 85mm aperto a f/2.8 - come per confermare presenza e controllo della ripresa. Il fonico chiede silenzio prima del battito successivo. Non ci sono rumori esterni tranne un clacson attutito dalla finestra semiaperta rivolta sul retro dell'edificio. Un posacenere di vetro pieno occupa metà del comodino insieme alle chiavi della Fiat 500 e a un pacchetto di Nazionali rosse sgualcito. Lei sceglie il ritmo, rallenta quando sente troppo stimolo alla gola, riprende solo dopo aver annuito. Sudore tra le scapole dove la pelle aderisce al tessuto umido della maglietta bianca sotto la vestaglia slacciata. Respirazione irregolare ma consapevole, inspira dal naso ogni volta che tira indietro la testa per non soffocare. Lui geme senza frenarsi, afferra i braccioli laterali del letto ma non spinge mai contro la sua faccia. Sul tavolino basso una bottiglia d'acqua mezza vuota, condensa lungo i lati, bicchiere sporco lasciato dopo colazione domenicale consumata ore prima. Lei continua finché lui avverte l'onda arrivare, stringe forte le mascelle dell'interno coscia sinistra, emette un grugnito gutturale mentre sborra dentro la sua bocca calda e accogliente. Tre spruzzi densissimi riempiono subito lo spazio tra palato molle e faringe, deglutisce senza fretta, pulisce l'ultima goccia col pollice destro passandolo dall'angolo delle labbra all'esterno della guancia destra. Restano fermi qualche secondo nel silenzio improvviso rotto solo dal frigo bar acceso nell'angolo opposto alla porta blindata.