Bionda al sole estivo in cucina romana perversa
La mattina presto filtra dalle persiane di legno scrostate del terrazzo romano. Una tazzina di caffè freddo suda sulla tovaglia di plastica bordeaux accanto al posacenere pieno. Tre macchine fisse registrano ogni movimento ma è l'85mm aperto a f/2.8 a catturare il primo piano delle labbra screpolate mentre ansima senza rumore. Lei ha i capelli bagnati incollati alla nuca e le clavicole che sporgono come lame sotto la luce chiave filtrata dal tendone bianco fuori dalla finestra. Il riflettore rimanda un bagliore dorato sul sudore tra i seni oscillanti quando lui la solleva per i fianchi e la inchioda contro il bordo del divano sfondato. Il perizoma nero finisce calciato sotto il tavolino con le riviste porno arrotolate dentro una bottiglia vuota di Campari. Ogni spinta produce un tonfo secco sulle piastrelle fredde del salotto squallido ma funziona perfettamente per il sound design diretto dal fonico che chiede silenzio prima del climax sonoro vero, proprio. Sudore sulla coscia interna sinistra, pollice destro premuto sulla clitoride gonfia. Il regista cambia angolo a metà perché lei sceglie il ritmo e lo comunica con un cenno preciso della testa verso destra dove c'è la cinepresa secondaria montata su treppiede malfermo. Un cambio d'abito abbandonato su una sedia storta mostra ancora le pieghe della notte precedente. Bassi attraverso il muro dell'appartamento accanto mentre lui sborra lentamente dentro dopo aver accelerato seguendo gli urletti strozzati che escono dalla sua gola serrata da nulla ma controllata tutto sommato bene rispetto ai ciak precedenti. La mano sinistra libera cerca appoggio sullo stipite della porta socchiusa verso la cucina dove brilla ancora la moka mezza piena.