Bionda al sole estate bagno ruvido pelle dorata
Io sto appoggiata al lavabo freddo mentre lui mi tira su le gambe e me le apre forte. Il vetro della doccia appannata riflette solo pezzi di noi due ma abbastanza da vedermi gli occhi lucidi e le labbra gonfie di saliva sua. Mi ha presa dal culo senza chiedere e io ho risposto stringendogli il polso più forte del previsto - non per fermarlo ma per guidarlo meglio dentro. Sudore misto ad acqua calda ci cola lungo la schiena e giù tra le natiche quando si china avanti con tutto il peso del cazzo duro che spacca ogni centimetro di figa bagnata. Ho sentito male. Un po'. Ma ho detto stop. No cazzo no. Anzi ho mosso i fianchi prima piano poi sempre più veloce finché non ho sentito lo scatto della cinepresa cambiare angolo - sapevo che stavamo girando in 85mm aperto a f/2.8 perché me l'ha detto prima mentre sistemava la luce naturale dalla finestra rotta sopra la vasca piena fino all'orlo di acqua verde acqua come quella delle piscine private nei condomini romani d'estate metà settimana quando nessuno lavora davvero ma tutti fingono di sì solo per stare vicino ai condizionatori accesi tutta la mattina col telefono spento tranne una notifica WhatsApp in pausa che lampeggia da ore senza nome né messaggio completo tanto so già chi è stato a mandarla però non importa ora perché sto venendo proprio adesso mentre lui sbatte così forte che i miei orecchini a cerchio dorati tintinnano contro il muro e li sento vibrare nelle tempie insieme al sangue pulsante tra le cosce strette attorno alla sua vita sudata dove tengo premuto un palmo decisa come se fossi io a comandare il ritmo preciso dei colpi secchi che mi riempiono lo stomaco di brividi acuti finché non urlerò qualcosa tipo 'ancora' o 'daje' o forse solo un verso strozzato nell'aria pesante del bagno dove c'è pure un posacenere di vetro pieno buttato sul mobiletto accanto alla carta igienica strappata via dal rotolo dopo aver pulito una sborrata precedente lasciando macchie giallastre quasi secche ormai.