Giapponese minuta in hotel con vestaglia aperta
Vestaglia color salvia aperta sul pavimento, pacchetto di Marlboro rosso sul comodino accanto a un bicchiere d'acqua. Luce ambra da lampada bassa, 85mm aperto a f/2.8, inquadratura stretta sul collo, poi dolly indietro. Lei in piedi davanti alla finestra, schiena nuda, spalle contratte. Il regista cambia angolo a metà , passa al master dall'alto. Lui entra dalla porta scorrevole, calze ai piedi, nessuna parola. Lei si gira, occhi bassi, poi solleva il mento. Primo contatto, mano di lui sulla clavicola, dita che scendono. Lei sceglie il ritmo, guida la presa. Inquadratura ravvicinata sul polso, poi sulle labbra umide. Controluce sul seno, rimbalzo morbido sul fianco. Posizione eretta contro il muro, ginocchia piegate, talloni sollevati. Sudore sulla nuca, respiro corto. Poi ribaltamento sul letto, lenzuola stropicciate, un cambio d'abito abbandonato sulla sedia. Lei sopra, movimenti lenti, bacino che affonda. Notifica WhatsApp in pausa sullo schermo del telefono, luce blu intermittente. Calze a rete strappate all'inguine, smalto rosso scheggiato sul piede destro. Orecchini a cerchio dorati che oscillano. Primo piano sul collo, poi sulle mani di lui sui fianchi. Dolly avanti sul gemito, fuoco selettivo sull'ombelico. Lui sborra, spasmo visibile, lei si ferma, resta seduta. Silenzio. Luce del giorno filtra tra le tende. Vestaglia non richiusa. Lei si accende un'altra sigaretta. Il fonico chiede silenzio prima del battito. Tre macchine fisse, una sul comodino. Sudore sulla spalla, bassi attraverso il muro, la mano di lui alla gola. Lei annuisce. Fine primo ciak. Nessun brand, nessun nome, nessun riferimento a sito.