Uniforme da hostess letti sfatti lentamente analmente

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Secondo piano di una palazzina romana metà settimana ore diciassette, mezzo il sole filtra tra le persiane di legno scrostate la vestaglia ecru abbandonata sulla sedia vicino al comodino il letto sfatto lenzuola spaiate di cotone Bassetti macchiate all'inguine la moka stretta sul fornello acceso in cucina aperta sulla sinistra l'odore di caffè bruciato si mescola al sudore nell'aria ferma tre telecamere fisse una steadicam su binari corti ciak ventidue presa buona la seconda macchina uno con lente 85mm aperto a f/2.8 fuoco selettivo sugli addominali contratti della mora in uniforme da hostess low cost occhi chiusi labbra socchiuse mentre guida il cazzo dentro il culo del ragazzo disteso sotto di lei mani salde sui suoi fianchi pollici conficcati nelle ossa iliache lui ansima bocca aperta lingua che batte il palato lei impone un ritmo lento precisa nei movimenti delle anche rotazione interna dei glutei ogni stacco studiato ogni rientrata millimetrica lubrificante trasparente che cola lungo la piega interglutea macchia il perizoma nero strappato alla cucitura destra orecchini a cerchio dorati oscillano quando abbassa lo sguardo verso le sue tette ballonzolanti sotto la camicetta slacciata fino allo stomaco reggiseno sportivo arrotolato sopra i capezzoli peluria pubica visibile all'ombelico lei sceglie il ritmo decide quando accelerare quando fermarsi quando riprendere la penetrazione anale prosegue senza fretta i gemiti crescono ma restano bassi trattenuti dal timbro della voce femminile autoritaria boom microfonico posizionato dieci centimetri sopra la testiera metallica riverbero lieve sulle piastrelle del bagno attiguo lucernaio semiaperto corrente d'aria fredda sulla schiena sudata dell'uomo lui cerca di spingere indietro ma viene bloccato dalla pressione delle cosce di lei tensione muscolare evidente nella videocamera posteriore installata dentro lo specchio armadio porta biancheria cigolio delle molle del materasso irregolare sincronizzato ai colpi finali sborra copiosa che fuoriesce dall'anulo dilatato cola lungo la fessura rimane sospesa un secondo prima di cadere sul lenzuolo chiaro nessuno parla solo respirazione pesante, rumore della moka che fisssia in cucina silenzio poi un sospiro prolungato fine ciak.