Prima volta anale in cucina tra calze e sudore.

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Il piatto di ceramica scheggiata è ancora sul tavolo dove l'ho lasciato dopo cena mezzanotte passata. Mi guardo intorno cercando qualcosa a cui aggrapparmi ma trovo solo il bordo freddo del lavandino. Le mie mani tremano mentre mi tolgo la vestaglia color salvia e resto in calze 70 denari che stringono forte sopra le cosce. Lui non dice niente ma si avvicina da dietro mentre lei mi sistema i fianchi con due dita sulla clavicola sinistra. Sento il suo cazzo premere contro il buco già lubrificato ma aspetto - so che devo dare io la conferma - quindi annuisco col mento verso lo specchio appannato vicino al frigo ed è allora che parte tutto. Il primo colpo arriva secco ma profondo mi piega le ginocchia, faccio rumore coi denti serrati poi subito dopo sento la sua mano libera afferrare i miei capelli raccolti male sulla nuca. Lei sta sopra di me adesso bocca aperta occhi fissi sui nostri movimenti nell'angolazione laterale decisa dal regista poco fa quando ha cambiato obiettivo a metà ciak senza parlare solo un cenno veloce alla cinepresa fissa sul comodino accanto alla bottiglia d'acqua mezzo vuota e ai cavi arrotolati sotto il termosifone vecchio. Sudore sulla fronte bassa vibrazioni attraverso le piastrelle fredde sotto i talloni ogni spinta più forte dell'anima precedente finché non sento il sapore ferroso della lingua morsa tra i denti e un brivido lungo la schiena come se scendessero scale nel buio piena di ombre respirate piano fiato cortissimo poi uno stop improvviso - lei dice 'aspetta' - gira leggermente la mia spalla sinistra verso l'alto come fosse un ingranaggio delicato indica l'inclinazione giusta col pollice sporco di lubrificante visibile fino a quando non grido io stessa 'adesso'. Mezzanotte passata ormai fuori dalla finestra oscura solo luci basse dentro camera da letto illuminata dal neon spento del bagno acceso per errore o forse no chiavi della Vespa abbandonate sul tavolo insieme al telefono WhatsApp bloccato su un messaggio inviato ore prima mai risposto voci rotte gemiti sinceri senza recitazione alcuna semplicemente corpi stanotte ho firmato il rilascio davanti alla telecamera senza esitazioni perché volevo vedere cosa succede quando lascio andare tutto controllo respiro pensiero memoria fiotti caldi lungo la coscia interna destra dove scorre una goccia densa mista a sudore sale pelle pulita finalmente libera.