Prima volta anale in camera matrimoniale intensa

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La mora ha gli orecchini a cerchio dorati che oscillano ogni volta che muove la testa verso il basso per controllare l'angolo del cazzo che entra lentamente nel culo. Il primo uomo resta immobile finché non sente 'adesso', poi comincia a spingere con movimenti brevi e calibrati mentre lei tiene una mano tra le cosce per guidare anche l'altro tizio che si avvicina dal davanti con le dita già bagnate di lubrificante trasparente visibile sulla telecamera principale impostata su 85mm aperto a f/2.8 per massima profondità emotiva e sfocatura morbida dello sfondo dove si vede la moka stretta sul fornello spento della cucina semiaperta oltre la porta socchiusa del corridoio illuminato solo dalla lampada da comodino accesa dopo mezzanotte sabato sera tardi quando tutti i vicini hanno smesso di parlare attraverso i muri sottili dell'appartamento al secondo piano senza ascensore ma con telefono in carica sull'armadio vicino alla finestra chiusa malgrado il caldo perché fuori c'è rumore di motorini fino alle tre come sempre qui nel centro storico romano dove nessuno dorme mai davvero tranquillo tranne quando qualcosa dentro batte più forte dei bassi del locale sotto casa Sudore freddo sulla nuca Lei sceglie il ritmo stringendo i muscoli volontariamente per farlo uscire quasi tutto prima di richiamarlo dentro con un gemito strozzato che arriva chiaro al microfono direzionale montato sopra la cinepresa ferma su campo medio ravvicinato poi improvvisamente il regista cambia angolo a metà penetrazione passando alla macchina secondaria posizionata ai piedi del letto per mostrare tutta la lunghezza infilarsi fino ai coglioni mentre l'altro continua a lavorarle la figa con due dita piegate all'interno cercando quel punto gonfio sotto le labbra interne gonfie Gli occhi chiusi Poi aperti fissando la telecamera come se decidesse personalmente quale ciak verrà usato nell'edizione finale Un respiro Lungo Una pausa Breve Silenzio Assoluto Tranne lo scricchiolio delle molle del materasso usurate dai troppi riprese fatte nello stesso posto allo stesso modo ma stavolta diverso perché è la prima volta così piena così presa così segnata Dentro fuori dentro ancora più veloce adesso senza esitazione Senza paura Solo carne contro carne Rumore umido Di stomaco pieno Di budella stirate Di piacere vero Che sale Come sangue caldo Verso il cervello Prima dello schizzo Caldo Denso Che parte dai coglioni Viaggia lungo il cazzo Esplode dentro Con un grido soffocato Ma netto Netto come un ordine dato chiarissimo Fuori Nessuno si muove Lei resta inchiodata Sul posto Con entrambi ancora addosso Ancora dentro Ancora vivi.