Lubrificante e ritmo in camera matrimoniale
Camera matrimoniale con luce calda che entra da persiane semiaperte, metà settimana, silenzio tra un respiro e l'altro. Io sdraiata sul fianco, vestaglia color salvia aperta, lui dietro che allarga le mie gambe con calma. Il lubrificante è freddo all'inizio, poi si scalda mentre lui lo spalma con due dita, piano. Io sento il calore salire lungo la schiena, il fiato corto. Il terzo sta in piedi, nudo, si accarezza il cazzo guardandomi negli occhi. Decido io quando girarmi. Mi metto in ginocchio, mani sul copriletto, lui mi entra da dietro con un movimento lento, completo. Sento il suo bacino contro il mio culo, il suono della pelle che sbatte. Il bicchiere d'acqua mezzo pieno trema leggermente sul comodino ogni volta che spingo indietro. La telecamera fissa da 85mm aperto a f/2.8 riprende ogni contrazione, ogni piega della pelle. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno registra il mio sapore acido di sudore, saliva. Io dico piano quando rallentare, lui obbedisce. Il terzo si avvicina, mi infila due dita in bocca mentre continua a guardarmi. Il rosa antico delle lenzuola si macchia di umido al centro. Non c'è fretta. Ogni spinta è calcolata, profonda. Il mio orgasmo arriva senza urla, solo un brivido lungo la spina dorsale. Una. Stretta improvvisa. Lui viene subito dopo, caldo dentro, fermo. Restiamo così, sudati, senza parlare. La notifica WhatsApp in pausa lampeggia sul comodino, nessuno la guarda. Fuori, uno scooter passa sotto la finestra. Io chiudo gli occhi, sento ancora il sapore di lui in gola. Respiriamo insieme. Poi niente. Solo respiro. E silenzio. E luce. E buio.