Ginocchia sul copriletto perizoma ottanio hotel di metà settimana
Macchina larga sulla stanza, tende di tela grezza mosse dal ventilatore sul soffitto. Lei in ginocchio, perizoma in pizzo macramé color ottanio teso tra le natiche, le mani appoggiate al bordo del materasso. Lui dietro, cazzo in mano, lo guida dentro con calma. Primo piano sulle nocche di lei che affondano nel tessuto, sudore sulla fronte. Il regista cambia angolo a metà ciak, passando da steadicam a treppiede fisso. Lente 85mm aperta a f/2.8, fuoco selettivo sugli occhi di lei quando gira il collo. Lei sceglie il ritmo con un cenno del collo, lui rallenta subito. Ogni spinta fa cigolare la rete metallica, il suono registrato col lavalier nascosto sotto il reggiseno. Chiavi della Vespa sul tavolo accanto alla bottiglia d'acqua mezza vuota. Sudore sulla spalla, bassi attraverso il muro, la mano di lui alla gola. Lei ansima, labbra umide, smalto rosso scheggiato sul pollice. Campo lungo dal soffitto mostra entrambi immobili, respiro pesante. Lubrificante visibile sul cuscino, lenzuola di cotone spaiate. Il fonico chiede silenzio prima del secondo ingresso. Lei dirige l'angolazione con un gesto delle dita. Tre macchine fisse, una sul comodino. Notifica WhatsApp in pausa sul telefono. La vestaglia color salvia cade dallo schienale della sedia. Stacco netto quando lui viene, sperma che cola sulle cosce. Lei chiude gli occhi, annuisce.